GIRO DEI FOSSI IN BATTELLO e
VISITA DELLA FORTEZZA VECCHIA DI LIVORNO
(+ EVENTUALE TOUR PANORAMICO IN BUS)
durata 1h 30’ ca. (2h con tour panoramico)
Itinerario:
Il giro in battello inizia generalmente dal molo mediceo di Livorno , ovvero dalla parte più antica del porto, costeggia la Fortezza Vecchia (Antonio da Sangallo, 1519 -1534), entra nel quartiere della Venezia (costruito sull'acqua da G. B. Santi a partire dal 1621), percorre i fossi medicei fino alla chiesa domenicana di Santa Caterina, il cui convento divenne prigione su ordine di Napoleone.
Al suo interno fu prigioniero il Presidente della Repubblica Sandro Pertini.
Da lì si passa dalla zona in cui sorgeva il Teatro San Marco, nel quale nel 1921 fu fondato il partito comunista italiano.
Il tour prosegue costeggiando la Fortezza Nuova (opera del Buontalenti, risalente alla fine del 1500) e transita sotto Piazza della Repubblica (piazza-ponte ottocentesca: è considerata il ponte più largo d'Europa). Prosegue nella zona ottocentesca di Livorno, passando sotto il ponte detto di Modigliani (lì il pittore aveva il suo studio). Si costeggia poi la chiesa degli olandesi (testimonianza dell'esistenza di una delle molte comunità straniere che hanno reso multi culturale il passato della città, grazie alla sua caratteristica di porto franco e prima ancora grazie alla promulgazione delle leggi livornine); si continua la visita della zona ottocentesca con i suoi palazzi e si entra infine nella darsena nuova (costruita nel 1591 per volere di Ferdinando I de' Medici) e si termina nella darsena vecchia con la Statua dei 4 Mori, opera di Pietro Tacca e simbolo della città.
Al termine del tour in battello si visiteranno l'interno della Fortezza Vecchia e i suoi sotterranei.
Facoltativo: Il tour di mezza giornata prosegue e termina con la visita in bus del lungomare della città, immortalato da Giovanni Fattori e dagli altri Macchiaioli nei loro dipinti, molti dei quali sono custoditi nella Galleria di Arte Moderna di Palazzo Pitti a Firenze e nel Museo di Villa Mimbelli a Livorno.
Si vedranno i Casini di Ardenza (costruzione alla quale l'architetto Inigo Jones si ispirò per la progettazione del Royal Crescent di Bath).
Si percorre il Viale Italia che con i suoi caffè e antichi stabilimenti balneari dei primi del '900 valsero alla città il soprannome di Montecatini al mare (G. Carducci); si costeggiano inoltre le villette in stile liberty e l'Accademia Navale, la Terrazza Mascagni (dedicata ad uno dei più illustri cittadini di Livorno, compositore della Cavalleria Rusticana) e, volendo, qui si può scendere per un caffè o per fare delle foto oppure per una passeggiata con vista sul mare proprio di fronte all' imponente Hotel Palazzo che ospitò fino al secolo scorso le teste coronate di tutta Europa durante il loro soggiorno estivo a Livorno.
LA LIVORNO DELLE RELIGIONI – itinerario attraverso i secoli, per scoprire tutte le comunità religiose della città.
Durata 3h ca.
La Cattedrale di San Francesco è il Duomo di Livorno. Si trova in piazza Grande, al centro della città pentagonale voluta dai Medici nel XVI secolo.
La facciata, interamente ricostruita, presenta un portico con arcate a tutto sesto, che alcuni, per la sua grazia, attribuiscono a Inigo Jones, il padre dell'architettura rinascimentale inglese. Nel dopoguerra furono aggiunti altri due portici più piccoli davanti ai prospetti del transetto, mentre la zona abisidale, già modificata nei primi decenni del Novecento con l'aggiunta di una fontana, fu completamente trasformata con la costruzione di una grande esedra affiancata dal ricostruito campanile.
L'interno è a croce latina, per la presenza delle suddette cappelle laterali: quella del Santissimo Sacramento, iniziata nel 1716 su progetto di Giovanni del Fantasia; e quella della Concezione di Maria, del 1727. La cattedrale in origine era coperta da un preziosissimo soffitto ligneo intagliato e dorato eseguito fra il 1610 e il 1614; in esso erano inseriti sette dipinti, salvati dai bombardamenti e ricollocati in una struttura fortemente semplificata, ma che ripropone la ripartizione dello spazio dell'opera originaria.
E’ recente la collocazione in Cattedrale del Cristo coronato di spine del Beato Angelico (Cappella del Santissimo Sacramento) e l'installazione di una porta monumentale in facciata in cui sono raffigurati gli episodi più significativi nella storia di Livorno e della sua Chiesa.
La chiesa di Santa Giulia è una chiesa di Livorno consacrata alla patrona della città. Il piccolo luogo di culto si erge di fianco al Duomo, a breve distanza da piazza Grande. Annessi alla chiesa si trovano l'oratorio di San Ranieri ed il Museo di Santa Giulia, dove sono conservati arredi sacri ed una tavola di scuola giottesca che raffigura l'omonima santa.
La chiesa di San Ferdinando, detta popolarmente Crocetta, è una delle più belle chiese di Livorno.
Incastonata nel quartiere della Venezia Nuova, a lato della piazza del Luogo Pio, rappresenta un gioiello barocco del primo Settecento.
La chiesa fu iniziata nel 1707 su progetto di Giovan Battista Foggini e conclusa dopo quasi dieci anni di lavori da Giovanni del Fantasia.
All'esterno l'edificio presenta una mole non particolarmente elegante, con una facciata incompleta, priva del rivstimento marmoreo previsto in origine
L'interno della chiesa invece è un notevole esempio di architettura barocca: la pianta infatti è a croce latina, con una splendida navata centrale coperta da una volta a botte e affiancata da piccole cappelle laterali adorne di marmi pregiati.
L'opera di maggior pregio custodita all'interno è senza dubbio il gruppo scultoreo de Gli schiavi liberati, di Giovanni Baratta.
La chiesa di Santa Caterina si trova in piazza dei Domenicani; la sua alta cupola è l'elemento di spicco dello storico quartiere della Venezia Nuova, edificato a partire dalla prima metà del Seicento.
La chiesa fu eretta a partire dal 1720 dall'architetto Giovanni del Fantasia a lato del Rivellino di San Marco; una guida ottocentesca della città di Livorno riporta curiosamente che essa sarebbe dovuta sorgere ad imitazione del Pantheon di Roma.
L'edificio presenta una pianta ottagonale con cappelle laterali ed è sormontato da una grande cupola, alta ben 63 metri grazie alla lanterna aggiunta nel 1869 da Dario Giacomelli. La facciata, lasciata allo stato grezzo, un po' come molte altre chiese toscane [2], presenta solo un grande portale in asse con una finestra policroma; l'interno, illuminato dai finestroni della cupola, è impostato attorno a otto grandi pilastri che sorreggono il tamburo della calotta.
Nel coro vi è un notevole dipinto ad olio del Vasari, ricollocato nella chiesa nei primi mesi del 2007 a seguito di un lungo intervento di restauro: rappresenta l'Incoronazione della Vergine ed in origine era esposto a Roma, nella Cappella di San Michele in Vaticano; in seguito fu acquistato da Antonio Filicchi che, prima del 1818, ne fece dono alla chiesa livornese.
La chiesa della Madonna, tenuta dai frati minori francescani, si erge sulla via omonima, nel cuore di Livorno, a pochi metri dalla chiesa dei Greci Uniti e dai resti della chiesa armena.
I lavori di costruzione iniziarono nel 1607, nei pressi dello scomparso oratorio dei Santi Cosimo e Damiano (adibito ad ufficio postale sul finire del XVIII secolo). Il progetto, redatto da Alessandro Pieroni, fu portato a termine in breve tempo col titolo di Santa Maria, San Francesco e Santi Cosimo e Damiano. Tuttavia, nel 1638 la chiesa fu consacrata solo all'Immacolata Concezione di Maria, a seguito di un ulteriore ampliamento.
Nel tempo la chiesa divenne il punto di riferimento delle numerose comunità straniere presenti a Livorno, che dotarono la chiesa di altari nazionali e che ne fecero inizialmente il loro luogo di sepoltura.
La chiesa armena di San Gregorio Illuminatore era la chiesa cattolica della nazione armena di Livorno.
Distrutta dopo la seconda guerra mondiale, i resti della sola facciata, ancora proprietà del Patriarcato di Cilicia, si possono ammirare in via della Madonna, non distante dal tempio dei Greci Uniti.
La chiesa della Santissima Annunziata si trova a Livorno, in via della Madonna, a pochi metri dal tempio di San Gregorio e dalla chiesa della Madonna.
È conosciuta anche come chiesa dei Greci Uniti perché era il luogo di culto di questa comunità cattolica. Gli ortodossi, acattolici, disponevano invece di una chiesa separata (la chiesa greco-ortodossa della Santissima Trinità) e di un proprio spazio cimiteriale (si veda la voce Cimitero greco-ortodosso).
Nel 1601 fu avviata la costruzione della chiesa ed i lavori furono portati a termine nel marzo 1606; il progetto si deve ad Alessandro Pieroni, architetto molto attivo nella Livorno medicea.
All'esterno l'elemento più interessante della chiesa è la facciata, lontana dai movimenti barocchi, ma sobria e composta, con un ingresso sormontato da un frontone triangolare e affiancata da due colonne tuscaniche che inquadrano la parte centrale del prospetto, con una finestra rettangolare.
L'interno è una semplice aula rettangolare, con il soffitto ligneo ricostruito nel dopoguerra. Notevole invece l'iconostasi, una struttura lignea del XVII secolo, sulla quale sono posizionate le icone e che serve a suddividere la parte della chiesa riservata alle funzioni del clero da quella aparta ai fedeli. Gravemente danneggiata nel corso degli eventi bellici, è stata ricomposta dopo il restauro conclusosi nel 1985.
La Sinagoga di Livorno sorge non lontano da piazza Grande, all'interno della città pentagonale del Buontalenti, nell'ampia piazza Benamozegh.
Fu costruita su progetto dell'architetto Angelo Di Castro e conclusa nel 1962 sul luogo dove era stata edificata l'antica Sinagoga, parzialmente distrutta durante l'ultimo conflitto mondiale.
L'architetto Di Castro progettò un edificio che richiamava nella forma il Tabernacolo o la Grande Tenda destinata a custodire l'Arca dell'Alleanza, avvicinandosi a coeve progettazioni del dopoguerra, soprattutto tedesche. La struttura portante, realizzata con possenti nerbature in cemento armato racchiude pannelli di tamponamento in cui si aprono finestre ottagonali ed esagonali e il corpo prismatico dell'abside, nel quale piccolissime aperture triangolari creano un suggestivo baluginare di luci.
IL SANTUARIO DI MONTENERO
Visita di mezza giornata
Partenza in bus dal centro città e arrivo alla Piazza delle Carrozze di Montenero;
Funicolare per raggiungere il santuario.
Le origini del Santuario risalgono al 15 maggio 1345, festa di Pentecoste, quando, secondo la tradizione, un povero pastore storpio trovò l'immagine miracolosa della Vergine Maria e seguendo un'intuizione interiore la portò sul colle di Montenero, luogo già conosciuto come rifugio di briganti e per questo considerato oscuro, tenebroso... il "monte del diavolo".
La Chiesa si presenta in stile barocco, assai suggestivo e invitante al raccoglimento e alla preghiera. Sull'Altare Maggiore troneggia l'Immagine Sacra di Maria in un tabernacolo marmoreo contornato da una raggiera dorata. L'immagine della Vergine, attribuita alla scuola pisana ed in particolare a Iacopo di Michele detto Gera, è dipinta su tela sovrapposta a tavola. La Vergine con la veste rossa ed il manto blu, è seduta su un guanciale e intorno al capo si legge la scritta "Ave Maria Mater Christi".
Il Santuario di Montenero possiede una tra le piú grandi raccolte di ex-voto d'Italia; se ne contano almeno settecento raccolti ed esposti nelle ampie sale che circondano la Chiesa. La datazione di queste tavolette votive è recente, a partire dai primi anni del 1800 ad oggi. Un gran numero di persone ha voluto nel corso di questi due secoli, lasciare un ex-voto, un quadro, un oggetto, che ricordasse la grazia ricevuta e insieme costituisse un ringraziamento per la Beata Vergine Maria. Gli ex-voto oltre a descrivere la fede di coloro che li hanno voluti lasciare, ci mostrano anche spaccati di vita quotidiana di diversi periodi: la gente con i suoi costumi, le strade, il mare, le case, i mezzi di trasporto..... un pezzo di storia semplice e al tempo stesso preziosa. Sono manifestazioni di pietà, devozione e ringraziamento alla Vergine. Impossibile in questa sede descriverli tutti: sono immagini di pescatori, soldati, viandanti, bambini, operai, donne di casa; alcune di queste immagini sono più grossolane altre sono invece espressioni di una spiccata arte popolare. Si possono ammirare anche lavori di autori celebri: ''Il cavallino" di Giovanni Fattori, "Il motociclista" di Renato Natali e, dello stesso autore, anche un'immagine conil Porto di Livorno. Il tutto ha sempre destato l'interesse generale per una vera e propria analisi iconografica del rapporto uomo-mare-divinità, negli ultimi 200 anni.
La Galleria dei Comuni è stata allestita per esporre gli Stemmi dei Comuni Toscani dopo la proclamazione della Madonna di Montenero a Patrona principale della Toscana. Ogni stemma, ufficialmente donato dalla Giunta Comunale, testimonia la fede e la fiducia che le varie comunità ripongono nella Madonna, collocandosi sotto la sua protezione.
L'esistenza delle Grotte di Montenero si perde nella notte dei tempi.... Sembra che siano state rifugio di briganti già nel 1345, all'epoca dell'Apparizione della Vergine di Montenero. Da allora esiste nei pressi del Santuario, una via detta "Via delle grotte" o "La grotta". Si comincia a parlare in modo più accurato e approfondito delle grotte verso il 1920, quando una ditta di escavazione per marna di cimento, ottiene la concessione per l'estrazione della pietra. In questo periodo molte grotte vengono chiuse, altre prolungate, altre ancora aperte ex-novo. Durante la seconda guerra mondiale, le grotte vennero usate come rifugio antiaereo. Risalgono al 1971 le vaste opere di risanamento, di consolidamento e di sistemazione del sacro colle; fu proprio durante questi lavori che tornarono alla luce grotte che non si pensava più di ritrovare. Nel corso di questi lavori è stato possibile rintracciare la presenza di acqua scaturita dalla pietra viva e che opportune analisi hanno dichiarato potabile e con buone caratteristiche oligominerali.
Tour dell’Elba in giornata.
Escursione in autobus. 3 ore circa
Partenza e ritorno da Portoferraio.
Partenza da Portoferraio verso Marina di Campo. Pausa per foto panoramica sulle baie di Biodola e Porecchio. Visita del piccolo paese di pescatori che vanta una magnifica spiaggia. Proseguimento verso Porto Azzurro con altre pause fotografiche sulle baie di Lacuna ed il golfo Stella.
Visita di Porto Azzuro e facoltativa dimostrazione sui minerali presenti sull’isola.
Fermata alla Punta delle Grotte, resti di una villa Romana .
Facoltativo
Elba Napoleonica
Visita della Villa di san Martino , residenza estiva utilizzata e fatta a gusto di Napoleone durante la sua permanenza sull’isola.