Il primo vero nucleo della Galleria è creato da Francesco I, figlio di Cosimo, che, dopo aver trasformato l'ultimo piano degli Uffizi in luogo dove "passeggiare, con pitture, statue e altre cose di pregio", affida al Buontalenti la realizzazione di una Tribuna nella quale sono raccolti arredi e opere d'arte.
Ferdinando I, fratello di Francesco, nel 1589 farà trasformare il terrazzo posto vicino alla Tribuna in un ambiente chiuso, che diverrà la Loggia delle Carte geografiche.
Un giardino pensile, allestito sopra la Loggia dell'Orcagna, si trova al termine dell'altra ala della Galleria.
Gli Uffizi ospitano oggi un patrimonio artistico immenso, comprendente migliaia di quadri che vanno dall'epoca medievale a quella moderna, un gran numero di sculture antiche, di miniature, di arazzi.
Celebre la raccolta di autoritratti, incrementata costantemente nel tempo, anche con acquisizioni e donazioni di artisti contemporanei, alla quale si affianca un'altra notevolissima raccolta, quella del Gabinetto dei Disegni e delle Stampe.
Le collezioni si arricchiscono di nuovi elementi grazie anche a doni matrimoniali o eredità ricevuti dai granduchi.
Informazioni e Prenotazioni
Firenze Musei, Tel: 055 294883 - http://www.firenzemusei.it
Museo Nazionale del Bargello
Il Museo conserva straordinarie raccolte di scultura e di “arti minori”.
E' situato in un imponente edificio costruito intorno alla metà del Duecento per il Capitano del Popolo, che divenne successivamente sede del podestà e del Consiglio di Giustizia. A partire dal 1865, sono confluite nel palazzo, diventato Museo Nazionale, alcune delle più importanti sculture del Rinascimento, tra le quali capolavori di Donatello, di Luca della Robbia, del Verrocchio, di Michelangelo, del Cellini.
In seguito il museo si è arricchito con prestigiose raccolte di bronzetti, maioliche, cere, smalti, medaglie, avori, ambre, arazzi, mobili, sigilli e tessili, provenienti in parte dalle collezioni medicee e in parte da donazioni di privati.
museobargello@polomuseale.firenze.it
Galleria dell'Accademia
La Galleria deve la sua vasta popolarità alla presenza di alcune sculture di Michelangelo: i Prigioni, il San Matteo e in particolare il celebre David, qui trasportato nel 1873, per il quale venne realizzata la scenografica galleria.
Nei locali contigui, ricavati da due antichi conventi, sono state raccolte, a partire dall’Ottocento, importanti opere d’arte provenienti dall’Accademia del Disegno, dall’Accademia di Belle Arti e da conventi soppressi.
Si tratta in gran parte di dipinti di soggetto religioso eseguiti dai maggiori maestri operanti a Firenze e nei dintorni dalla seconda metà del Duecento alla fine del Cinquecento. In particolare la collezione di tavole a fondo oro è unica al mondo. Nelle sale del primo piano si può ammirare un insieme di grandiosi polittici tardo gotici, pervenuti integri di ogni parte.
Via Ricasoli 58-60, 50122 Firenze http://www.firenzemusei.it
Palazzo Pitti
Palazzo Pitti, che è stato anticamente la residenza dei granduchi di Toscana e in seguito dei re d’Italia, ospita ora diverse importanti collezioni di dipinti e sculture, oggetti d’arte, porcellane e una galleria del costume, oltre ad offrire un ambiente storico magnificamente conservato, che si estende al giardino di Boboli, uno tra i primi e più famosi giardini italiani.
Il complesso di Palazzo Pitti comprende:
Galleria Palatina e Appartamenti Reali
La Galleria Palatina e gli Appartamenti Reali occupano l'intero piano nobile di Palazzo Pitti, già residenza dei Granduchi di Toscana, prima i Medici e poi i Lorena, e successivamente dei Re d'Italia, dal 1860 al 1919. La Galleria Palatina, situata nell'ala sinistra del Palazzo, fu creata tra la fine del Settecento e i primi decenni dell'Ottocento, dai Lorena che collocarono nelle sale di rappresentanza i capolavori provenienti soprattutto dalle collezioni dei Medici, sino ad allora distribuiti in vari ambienti. Si tratta di una collezione straordinaria che comprende opere di Raffaello, Tiziano, Caravaggio, Rubens, Pietro da Cortona e di altri maestri italiani ed europei del Rinascimento e del Seicento.
Galleria Palatina, Piazza Pitti, 1
Tel. +39 055 2388-614
Fax +39 055 2388-613
E-mail: galleriapalatina@polomuseale.firenze.it
Galleria d'arte moderna
La Galleria, che è situata al secondo piano di Palazzo Pitti espone dipinti e sculture, per la maggior parte italiani, dalla fine del Settecento fino agli anni della prima guerra mondiale.
Galleria dell' Arte Moderna e Galleria del Costume
Piazza Pitti, 1
Tel. Galleria d'Arte Moderna: +39 055 2388-601/616
Fax: +39 055 2388-520
E-mail: gam@polomuseale.firenze.it
Galleria del Costume
La Galleria del Costume è situata nella settecentesca Palazzina della Meridiana di Palazzo Pitti.
Museo degli Argenti
Situato al piano terreno e al Mezzanino di Palazzo Pitti, il Museo conserva intatto il Tesoro dei Medici, dai famosi vasi in pietre dure di Lorenzo il Magnifico, ai cammei e intagli di Cosimo I, dai cristalli di rocca di Francesco I alle ambre di Maria Maddalena d'Austria e ai vasi fantasmagorici in avorio di Mattias de' Medici, nonché la famosa collezione di gioielli di Anna Maria Luisa, ultima erede di Casa Medici.
Museo delle Porcellane
Sulla sommità del giardino di Boboli, al centro del Giardino delle Rose che si affaccia con una bellissima vista su Firenze, il Museo delle Porcellane è un piccolo gioiello nel verde. Nella palazzina settecentesca dalle delicate tinte pastello sono raccolte le porcellane evocanti la storia del collezionismo e del gusto dei Medici, dei Lorena, dei Borbone-Parma, dei Savoia.
Giardino di Boboli
Alle spalle di Palazzo Pitti , che fu per quasi quattro secoli la residenza dei granduchi di Toscana e per un breve periodo dei re d'Italia, si stende il meraviglioso giardino di Boboli.
I Medici per primi ne curarono la sistemazione, creando il modello di giardino all'italiana che divenne esemplare per molte corti europee.
Giardino di Boboli
Piazza Pitti, 1 - Tel. +39 055 2388786
Complesso Monumentale di Santa Croce
Santa Croce è una delle più antiche basiliche francescane e, per le sue dimensioni, una delle più grandiose. Accanto alla chiesa sorge il complesso conventuale con i suoi due chiostri, il noviziato, la sala capitolare, più conosciuta come cappella Pazzi, e il refettorio, oggi destinato a sede del Museo, che ospita opere insigni provenienti dalla chiesa e dei chiostri.
Fondata nel 1294, su progetto del grande architetto Arnolfo di Cambio, la basilica ha vissuto sette secoli di storia incrementando il suo patrimonio artistico grazie a contributi di eccellenza, tanto da diventare uno dei luoghi più visitati e amati di Firenze.
Tutto vi è rappresentato al massimo livello: gli affreschi, ai quali lavorarono Giotto, Maso di Banco, Taddeo Gaddi, Giovanni da Milano, Agnolo Gaddi; le croci monumentali e i polittici, le splendide vetrate trecentesche; le strutture architettoniche rinascimentali dovute a Michelozzo e Brunelleschi; gli inserti scultorei quattrocenteschi –tombe, altari, pulpiti- opere dei maggiori maestri fiorentini come Donatello, Antonio e Bernardo Rossellino, Desiderio da Settignano, Benedetto da Maiano.
Ma fu con la realizzazione della tomba di Michelangelo che la basilica confermò la sua vocazione a ospitare “le urne dei forti” e a diventare il Pantheon delle glorie italiane.
MUSEO STORICO-TOPOGRAFICO - "Firenze com'era"
Attraverso dipinti, stampe e plastici il Museo offre una ricca documentazione visiva dello sviluppo di Firenze dal Rinascimento alla fine del secolo scorso. Accanto alla grande riproduzione della famosa "Pianta della Catena" del 1470, si trova la pianta topografica di Stefano Bonsignori (1549), la prima rilevata scientificamente. La serie delle dodici celebri Lunette di Giusto di Utens (1599) offre un importante testimonianza delle ville medicee alla fine del Cinquecento. Il Settecento è documentato dalle belle vedute dello Zocchi, mentre nella sezione ottocentesca spiccano le immagini del Mercato Vecchio e del Ghetto Ebraico prima della distruzione.
Via dell'Oriuolo,24 Tel.055 2616545
PALAZZO VECCHIO - QUARTIERI MONUMENTALI
Monumento di eccezionale importanza artistica e storica, il palazzo è stato nei secoli il centro politico ed il simbolo della città. Progettato probabilmente da Arnolfo di Cambio, fu fondato nel 1299 come sede dei Priori delle Arti: risale a questo periodo la struttura severa ed elegante, con la caratteristica torre merlata che poggia direttamente sulla facciata. Sede della Signoria nel XV secolo, da cui anche il nome di Palazzo della Signoria, nel 1540 con Cosimo I dei Medici divenne dimora della famiglia granducale, trasformata dal Vasari in una reggia sontuosa. Nel 1865-1871 ospitò il Parlamento nazionale ed oggi è sede del Sindaco e del Consiglio comunale. La visita inizia dal Primo Cortile, fastosamente decorato, e prosegue al piano primo con il grandioso Salone dei Cinquecento, dove le decorazioni del Vasari celebrano una vera e propria apoteosi dei Medici e di Cosimo, qui si trova il Genio della Vittoria, capolavoro di Michelangelo.
L'appartato, prezioso Studiolo di Francesco I è invece emblematico della personalità e dei gusti artistici del figlio di Cosimo.
Al secondo piano si trovano il Quartiere degli Elementi ed il Quartiere di Eleonora, ambienti destinati alla corte medicea e ai suoi ospiti e decorati con grande sfarzo; spiccano gli affreschi della Cappella di Eleonora, capolavoro di Agnolo Bronzino e del Manierismo fiorentino. Le grandi sale pubbliche dell'Udienza e dei Gigli conservano l'elegante decorazione tipicamente quattrocentesca; quì è collocato il gruppo bronzeo della Giuditta e Oloferne, una delle opere più grandi di Donatello. La Sala delle Carte geografiche infine offre una panoramica di tutte le parti del mondo conosciute al tempo di Cosimo, illustrate da pannelli dipinti e dal grande mappamondo di Ignazio Danti.
Verso l'uscita il Quartiere del Mezzanino accoglie la Collezione Loeser, donata dallo studioso americano Charles Loeser al Comune di Firenze nel 1934, con pregevoli opere del XIV e del XV secolo, tra le quali pitture del Bronzino e del Pontormo.
P.zza della Signoria - Tel.055 2768325
CAPPELLA BRANCACCI
Nella Chiesa di Santa Maria del Carmine si conserva una delle più alte testimonianze della pittura di tutti i tempi: gli affreschi della Cappella Brancacci eseguiti da Masolino e Masaccio e completati, dopo la morte di quest’ultimo, da Filippino Lippi. Il recente impegnativo restauro ha messo in luce l’unitarietà del grande ciclo decorativo, che fu concepito ed eseguito dai primi due artisti in stretta collaborazione.
Attraverso le dodici scene con il Peccato Originale e le Storie della vita di San Pietro si. illustra la storia della salvezza realizzata dalla Chiesa attraverso Pietro. Accanto alla elevata qualità pittorica dell’opera di Masolino, gli affreschi rivelano tutta la grandezza di Masaccio nel rigore prospettico delle scene e nella potenza volumetrica delle figure: celebri fra tutti la drammatica Cacciata dal Paradiso e l’episodio del Pagamento del tributo. Su queste pagine si formarono tutti gli artisti fiorentini del Quattrocento.
P.zza del Carmine - Tel. 055 2382195
MUSEO E CHIOSTRI MONUMENTALI DI S.MARIA NOVELLA
Il convento domenicano di Santa Maria Novella, acquisito dal Comune nel 1868, è un monumento insigne della storia religiosa ed artistica di Firenze. L’ambiente più suggestivo del percorso museale è il Chiostro Verde, interamente affrescato con scene del Vecchio Testamento, tra le quali spiccano gli episodi del Diluvio Universale e dell’Ebbrezza di Noè, capolavoro della maturità artistica di Paolo Uccello. Nel Cappellone degli Spagnoli gli affreschi di Andrea di Buonaiuto (del 1367-69) celebrano la lotta dei Domenicani contro l’eresia per la salvezza dell’umanità, culminando con la famosa allegoria della Chiesa militante e trionfante. Le cappelle del Chiostrino dei morti conservano affreschi trecenteschi della bottega dell’Orcagna.
La Cappella degli Ubriachi e l’antico Refettorio ospitano dal 1983 il Museo vero e proprio, unico esempio a Firenze di raccolta di arte sacra conservata ed esposta nel complesso di pertinenza. La scelta raccolta di preziosi tessuti, ricami, sculture lignee, oreficerie testimonia la ricchezza originaria del Tesoro della basilica: si segnalano il raro Reliquiario del Titolo della Croce (secc. XIII-XIV), il Reliquiario di San Domenico (secc.XV-XVI), ed il Parato di San Tommaso di Canterbury (sec.XVI).
P.zza S.M.Novella - Tel.055 282187
MICHELANGELO A FIRENZE
Michelangelo “l’artista più grande di tutti i tempi” nacque a Caprese il 6 Marzo 1475 e morì a Roma il 18 Febbraio del 1564.
Tra le famose opere di Michelangelo ricordiamo quelle che sono state svolte a Firenze e tuttora custodite.
BACCO: Fu scolpito a Roma nel 1497 per Jacopo Galli, la statua e alta duemetri ed è stata la prima svolta manualmente da Michelangelo. Questa statua rappresenta un personaggio mitologico ubriaco che avanza barcollando, in quel periodo era la più grande aspirazione degli scultori. L’opera è conservata nelmuseo nazionale del Bargello a Firenze in Via. Del Prroconsolo
DAVID: La scultura altaquattro metri e stata creata nel periodo tra il 1501 e il 1503, ora custodita nel museo dell’accademia in via Ricasoli a Firenze. la statua del David venne collocata per decisione di una commissione davanti a palazzo della signoria dove ci rimase fino al 1873 quando venne scambiata con una copia e messa a riparo nel museo.
LA PIETA': Secondo alcuni scrittori la pietà di Michelangelo emana diversi significati. Alcuni pensano che fosse fatta per la morte di Leone X o per Clemente VII mentre altri pensano che era stata ideata per il sepolcro dello scultore. La pietà girò molto prima di arrivare dove si trova tuttora, venne acquistata da Francesco Bandini che la mise nei suoi giardini romani, poi nel 1674 per mezzo di Cosimo III venne portata a Firenze e collocata nel duomo dietro l’altare maggiore.
LA MADONNA DELLA SCALA: Questa opera è stata eseguita con la tecnica dello stiacciato e ricorda esempi romani e greci. Il tema a cui si riferisce Michelangelo è Rinascimentale dove l’arte aveva significato sacro. Ia Madonna della scala nel 1556 venne regalata dal nipote di Michelangelo a Cosimo e poi restituito alla famiglia e deposto dove si trova in questo momento cioè nella Casa Buonarroti.
BRUTO: Michelangelo decide di svolgere questa opera in onore dell’assassinio di Alessandro dei Medici, anchese le sembianze del busto risalgono a quelle di Lorenzino il cugino. Venne scolpito per Niccolò Ridolfi nell’arco del 1474 - 1584 acquistato poi da Francesco dei Medici e deposto nel museo del Bargello a Firenze.
BIBLIOTECA LAURENZIANA: Dopo l’elezione di papa Clemente VII Michelangiolo venne incaricato di costruire la biblioteca per contenerci i codici medicei. Tramite le lettere che ci ha lasciato Michelangiolo possiamo seguire le fasi della costruzione, all’interno ci sono delle vetrate che risalgono al 1568, l’inscrizione del 1571. la biblioteca Laurenziana e visitabile in S. Lorenzo.
LA BATTAGLIA DEI CENTAURI: Agnolo Polizziano per mettere alla prova Michelangelo gli fece rappresentare con un rilievo la battaglia tra Ercole e i Centauri. Questa opera venne svolta nel 1491 e ci fa capire che siamo in un età più matura per Michelangelo, le figure rappresentate rotondeggianti, appena sbozzate sembrano come agitarsi nel marmo. La battaglia dei centauri si trova in casa Buonarroti in Via Ghibellina a Firenze.
SAN MATTEO: Nel 1503 gli venne ordinato a Michelangelo di scolpire gli apostoli, ma dopo due anni il progetto venne annullato. In questo periodo lo scultore era preso dalla sepoltura di Giulio II, fino a che non scappo da Roma ritornando a Firenze per dei conflitti con il Papa. Tornato a casa diede inizio a uno degli apostoli che purtroppo non riuscì a finire e la lascio appena abbozzata. Tuttora l’opera e visitabile tramite il Museo dell’Accademia in Via Ricasoli a Firenze.
QUATTRO PRIGIONI: I quattro prigioni vennero scolpiti per la tomba di Giulio II in seguito al terzo contratto del 8 luglio 1516. queste opere non vennero utilizzate e quindi furono lasciate nella bottega fino alla morte di Michelangiolo quando furono regalati a Cosimo I tramite l’erede dello scultore, collocati a Boboli da dove vennero trasferiti al museo dell’accademia dove si trovano ora.
LE TOMBE MEDICEE: L’opera risale al 1524 e rappresenta il duca Giuliano di Nemours e Lorenzo duca d’Urbino entrambi figlio e nipote di Lorenzo il Magnifico. Essi erano personaggi insignificanti ma Michelangiolo gli rappresenta come degli eroi uno la forza concentrata nel pensiero e l’altro l’impeto di vita che la possiede ed anima.
FESTIVITA' FIORENTINE
Le Feste e le Rievocazioni storiche costituiscono una importante testimonianza della memoria di una comunità e Firenze è città che ha attribuito nella sua storia grande significato al ricordo di giornate emblematiche per la sua identità. Spesso le feste e le rievocazioni sono state molto sentite per alcuni secoli, salvo poi cadere alle volte nell'oblio, con figurando quindi una vera e propria storia del modo con cui i fiorentini hanno ricordato i giorni e gli eventi che siglano le tappe fondamentali del divenire di una città così importante come Firenze. L 'Amministrazione Comunale si è proposta fin dal suo insediamento, poco più di due anni orsono, di valorizzare feste ed eventi che nel corso della storia hanno avuto maggiore incidenza per la città, arrivando a ufficializzare quei dodici appuntamenti dei quali questo validissimo studio di Luciano Artusi e di Anita Valentini sintetizza le motivazioni e i significati salienti. La scelta dei dodici appuntamenti che ricalcano la volontà di riferirsi ogni mese ad un' occasione di celebrazione ufficiale potrà a qualcuno apparire opinabile perche rimangono escluse feste e rievocazioni che pure nella storia della città di Firenze hanno avuto profondo significato e radici, ma già aver stimolato il ricordo di dodici ricorrenze annuali, con l'impegno dell'Amministrazione a solennizzare ognuna con l'uscita del Corteo Storico e con altre specifiche ritualità che si adattano all'occasione, è chiara espressione di una rinnovata attenzione verso la storia fiorentina che in futuro può aprirsi al ripristino di ulteriori ricorrenze . Firenze è del resto una città oggi viva culturalmente e sul piano dell'attrazione turistica, ricca di eventi durante tutte le stagioni dell'anno ma sovente viene rimproverato l'uso delle piazze e strade cittadine per attività di richiamo ed aggregazione. I detrattori dovrebbero ben sapere che in realtà la Firenze del Rinascimento è stata fra le città in cui maggiormente avevano luogo nelle piazze e nelle strade le festività religiose, così come venivano organizzati eventi ludici di competizione costituiti da giochi, tornei, attività sportive ante litteram quali il calcio fiorentino. Percorrendo Palazzo Vecchio, illustrato dagli affreschi cinquecenteschi del Vasari e dei suoi collaboratori che fanno riferimento alle scene di vita quotidiana nella città, si ha netta la sensazione di una Firenze gioiosa nella quale i cortei presentavano vere e proprie opere d'arte con i modelli di cartapesta che venivano trainati da carri; una città che aveva già scoperto i fuochi d' artificio e presentava tornei o competizioni cavalleresche oggi scomparse ma facilmente immaginabili perchè ancora in essere in alcune città toscane di antica tradizione ( è il caso della Giostra del Saracino oggi rievocata ogni anno ad Arezzo, ma un tempo giocata anche a Firenze davanti al Palazzo Medici in via Larga come si ricava dall'affresco nella Sala di Gualdrada, della Corsa dei cavalli berberi, molto simile al Palio senese che si svolgeva per le vie del centro fiorentino partendo da Porta al Prato, così come del Palio dei Cocchi che con carri costruiti sul modello delle antiche bighe romane si correva ogni anno in piazza Santa Maria Novella fino a metà del Settecento, con i Granduchi che osservavano dal Loggiato delle Leopoldine). Naturalmente la festa di San Giovanni costituisce da sempre la ricorrenza più importante della città visto che il Santo Patrono ha costituito per Firenze un riferimento sul piano religioso, civile e anche economico considerando che I'effige che i Fiorentini scelsero nel Duecento per quella preziosa moneta conosciuta per tutta Europa quale è stata il Fiorino, fu proprio l'immagine del Santo. Nel corso del tempo sono cambiate le caratteristiche della festa del Patrono e gli eventi che animano il suo giorno comunque concluso sempre tradizionalmente dai fuochi d'artificio. Le festività e le ricorrenze prescelte sono in alcuni casi antichissime, come lo Scoppio del Carro nel giorno di Pasqua di cui quest' anno si è festeggiato il novecentesimo anniversario, o invece molto recenti come il ricordo di Anna Maria Luisa, ultimo personaggio della famiglia Medici alla quale si deve quel Patto di Famiglia che consentì la donazione dell'immenso patrimonio mediceo alla città e quindi al pubblico godimento. Le ricorrenze riproposte sono riferite a periodi storici diversi che vanno dall'epoca romana, quale la Festa di Santa Reparata l'8 di ottobre a ricordo della vittoriosa resistenza sui Goti di Radagaiso nel 406 d.C. o la festa di San Lorenzo il 10 di agosto a memoria della omonima basilica consacrata a Firenze nel 393 da Sant'Ambrogio, al periodo medioevale, quale il ricordo della figura del Marchese Ugo di Toscana, che rilanciò Firenze nel territorio dell'antica marca di Tuscia, nel giorno della sua morte avvenuta il 21 dicembre 1001. Si tratta di feste riferite a simboli di grande valenza per Firenze associati ad eventi ludici come il Torneo di Sbandieratori "il Marzocco" che si organizza solitamente la prima domenica di maggio come occasioni che rievocano il millenario ricordo di momenti fondamentali per la cristianità quale la Cavalcata dei Magi nel giorno dell'Epifania. Si ricordano date importantissime per il modo di vivere dei fiorentini quali il Capodanno festeggiato in città il 25 marzo di ogni anno fino alla disposizione granducale del 1749, ricordata ancora dalla lapide nella Loggia dei Lanzi, come la memoria dell'abolizione della pena di morte decretata in Toscana da Pietro Leopoldo il 30 novembre del 1786. Si enfatizzano i ruoli avuti nella storia della città da categorie economiche quali le Arti Maggiori e Minori con la rievocazione di Sant'Anna in Orsanmichele il 26 di luglio come si celebrano momenti profondamente avvertiti nella coscienza popolare con la processione di Rificolone per le vie della città il 7 di settembre.