Le Citta' Toscane
TOUR AD AREZZO CON ACCOMPAGNATORE TURISTICO - VISITE GUIDATE AD AREZZO - SERVIZIO INCOMING PER CROCIERISTI
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LE CITTA' DELLA TOSCANA : AREZZO
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Il Duomo di Arezzo
Arezzo, che faceva parte della dodeca poli etrusca, nel IV-III secolo a. C. fu avversaria di Roma e successivamente sua alleata contro i Galli e contro Annibale. Colonia durante l'impero romano, Arezzo divenne diocesi cristiana già nel IV secolo e con i vescovi si avviò l'espansione dei possedimenti della città. Arezzo già agli inizi dell'XI secolo era divenuta libero Comune, ma vide la sua espansione interrompersi con la battaglia di Campaldino (1289) in cui fu sconfitta da Firenze, che nel 1384 acquistò Arezzo dal capitano di ventura Enguerrand de Coucy. Più volte gli aretini tentarono di ribellarsi a Firenze, perdendo comunque l'importanza avuta in passato.
Arezzo è oggi una città che sta vivendo un nuovo "risveglio" artistico-culturale, forte anche dei successi economici delle sue industrie e soprattutto dell'attività orafa, importantissima e apprezzata sia a livello nazionale che internazionale.

La Toscana non è solo terra ricca di itinerari e posti da visitare che mantengono la loro bellezza intatta nel tempo ma anche luogo dove le tradizioni e i costumi locali si tramandano ancora di generazione in generazione, In particolare le attività lavorative di molte zone risentono ancora delle vecchie usanze che le leggi degli arti e dei mestieri dettavano. In ogni provincia ci sono settori lavorativi caratteristici ancora immutati

Già nota alla fine del 300 l'industria tessile ha avuto negli anni grande sviluppo con la trattatura della seta e la produzione si panni di lana fino a specializzarsi soprattutto nella fabbricazione di trine e merletti.
Famose sono le concerie di pellami, le fabbriche di terraglie e la produzione di utensili in ferro.L'arte più rinnomata nel territorio arretino resta però quella della lavorazione dei metalli preziosi in particolare dell'oro, tradizione ereditata dagli Etruschi e dell'argento con la fabbricazione di monili e bigiotteria.
Nei paesi di Cortona, Montemignaio e Castel San Niccolò rimangono tuttora attivi alcuni mulini ad acqua per il frumento, il grano, legumi,castagne e biade.
Poppi è famosa invece per la produzione di capi di abbigliamento nonchè la tessitura di tappeti e altri capi con l'uso di antichi telai.
Centenaria nella provincia aretina è l'essicazione delle castagne e la trasformazione di cereali in farine, attività a cui molti paesi sono ancora dediti.
A Castel San Niccolò è antica la fabbricazione di utensili da lavoro in ferro e la tosatura delle pecore, mentre a Ortignano Raggiolo è famosa la realizzazione di cesti e altri articoli in legno.
Sempre nella provincia da più di 100 anni sono attive carbonaie, frantoi a pietra e diffusi sono i "vetturini" che si occupano del trasporto dei legnami nei luoghi meno accessibili.
Un'attività caratteristica è quella dei pinottolai coloro che si dedicano alla raccolta dei pinoli nelle pinete lungo il Trasimeno e lungo la costa


La Piazza Grande
La Piazza Grande
La piazza, aperta dietro la Pieve di Santa Maria, è un vasto vano d’impianto medioevale, delimitato da costruzioni di varie epoche che le danno aspetto sorprendente e scenografico, col piano di rosso mattone dolcemente inclinato, segnato da bianche figure geometriche.
Accanto alla bella abside duecentesca della Pieve si leva il palazzo dei Tribunali, del '600, dalla composta facciata contrastante con quella dell'unico palazzo della Fraternita dei Laici (sec. XIV-XV), nella quale la ricchezza di linee della parte inferiore gotica ben si integra con la superiore rinascimentale, dovuta a Bernardo Rossellino e a Giuliano da Settignano.
Sul lato Nord-Est si allunga l'imponente palazzo delle Logge, omaggio del Vasari alla città natia, aperto da un vasto porticato sul quale ancora si affacciano botteghe artigiane.
Gli altri due lati conservano, nonostante le alterazioni, il carattere medioevale originario con vecchie case dai ballatoi di legno e torri merlate.
La piazza fu certo, nell’età comunale, luogo di scambi mercantili tra le città e il contado, poi, in epoca medicea, centro di uffici civili.
Oggi, a settembre, essa è degna cornice di uno dei più famosi giochi cavallereschi, la giostra del Saracino.



AREZZO - I MONUMENTI
La Pieve di S. Maria
Iniziamo il nostro viaggio fra i monumenti e le opere d'arte in Arezzo con la Pieve di Santa Maria (sec.XII-XIV), uno dei più belli monumenti romanici della Toscana. La facciata rivela vari stili ed il severo interno, a tre navate, custodisce un polittico di Pietro Lorenzetti (sec.XIV). Caratteristico è il campanile con 40 bifore detto "dalle cento buche". Nel Cinquecento vi mise mano il Vasari e numerosi sono stati gli interventi di restauro dall'Ottocento agli anni recenti.
L'esterno, veramente maestoso, presenta una duecentesca facciata romanica con influenze pisane-lucchesi, ripartita in basso da cinque arcate cieche e superiormente vivacizzata da tre loggiati sovrapposti,

ai quali le differenze di spaziatura, altezza e diametro delle colonne conferiscono  dinamicità e leggerezza.

La Basilica di San Francesco (se.XIV), preziosa testimonianza d'arte gotica umbro-toscana, custodisce il celebre ciclo di affreschi della "leggenda della croce" (se.XV) di Piero della Francesca.

Il Duomo (sec.XIII-XIV): la facciata gotica è dei primi del '900. Nell'interno, che produce luce dalle magnifiche vetrate di Guillaume de Marcillat, opere di notevole interesse tra cui la Maddalena, di Piero della Francesca e il monumento sepolcrale del vescovo Guido Tarlati, realizzato da Agostino di Giovanni. Ricco l'attiguo Museo Diocesano.

La Chiesa di San Domenico (se.XIII-XIV), gotica con alle pareti interne pregevoli affreschi del '300 e '400. Sull'altare maggiore un Crocifisso, preziosa opera giovanile di Cimabue. Nella scenografica Piazza Grande, nella quale sono armoniosamente accostati gli stili del '300, del '400 e del '500, sorgono il Palazzo della Fraternita dei Laici, dalla bella facciata gotico-rinascimentale, ed il Palazzo delle Logge (sec.XVI), costruito su progetto del Vasari, che sotto gli imponenti portici conserva interessanti botteghe dell'epoca.

 Il Palazzo Pretorio (sec.XIV-XVI), con la facciata costellata di stemmi dei Vicari fiorentini che governarono la città, è sede della Biblioteca della Città di Arezzo.

La Casa del Vasari che ospita il Museo e l'archivio Vasariano.

Il Palazzo Bruni-Ciocchi, bellissima costruzione rinascimentale sede della Galleria e Museo Medioevale e Moderno, in cui sono pitture che vanno dal '200 all'800, raccolte di oggetti d'arte minore tra cui una splendida collezione di maioliche.

La Chiesa di Badia (sec.XIII), ampliata sul progetto del Vasari nel sec.XVI, presenta un singolare campanile del 1650. Nell'interno, un bel ciborio di marmo di Benedetto da Maiano.

La Chiesa della SS Annunziata (sec.XV) è abbellita da pregevoli vetrate dipinte dal de Marcillant. La Fortezza Medicea ricostruita nel '500 da Antonio e Giuliano da Sangallo. Interessanti i resti dell'Anfiteatro Romano, il vicino Museo Archeologico Mecenate conserva la celebre collezione di antichissimi vasi corallini.

A circa 15 Km la Chiesa di S.Maria delle Grazie (sec.XV), tra cipressi secolari, ha un mirabile portico rinascimentale di Benedetto da Maiano. L'altare maggiore è opera di Andrea della Robbia. 


La Città di Cortona
La Città di Cortona
Probabile fortezza umbra, passò agli Etruschi tra il VIII e il VII secolo a.C. di cui fu importante Lucumonia. Alla fine del IV secolo a.C. entrò nell’alleanza romana. Durante la guerra sociale ottenne la cittadinanza e ricevette una colonia di Silla. Si ritiene che intorno al 490 fu conquistata dai Goti. Nel secolo XI divenne libero comune, in lotta con Perugia e Arezzo. Nel periodo comunale ebbe vita splendida. Fu retta da istituzioni democratiche che diedero alla città una vita tranquilla. Nel 1258 fu saccheggiata, devastata e conquistata dagli aretini e solo dopo tre anni e con l’aiuto di Siena riebbe la libertà.

Nel 1335 divenne sede vescovile, mentre il comune divenne signoria con la reggenza dei Ranieri Casali. Nel 1409 Ladislao Re di Napoli se ne impadronì per venderla a Firenze nel 1411 e da allora seguì le sorti del Granducato di Toscana.

La città, posta a 650 m. di altitudine, dista 32 km. da Arezzo, 102 da Firenze, 166 da Roma e si raggiunge facilmente dall’Autostrada A1 (Casello di Valdichiana), proseguendo sulla Statale 71 (uscita di Cortona) e seguendo le indicazioni. In treno, dalla linea Roma-Milano.

Costruita su un contrafforte del Monte S. Egidio, Cortona è cinta da poderose mura a perimetro rettangolare. Numerose sono le tombe etrusche rinvenute nella pianura ai piedi della città: tra le più importanti vi sono quella denominata Tanella di Pitagora, risalente al V secolo a.C., la Melone di Camucia e la Melone del Sodo. Nel Museo dell’Accademia Etrusca, nel Palazzo Casali, sono conservate numerose suppellettili provenienti dalle citate tombe, insieme ad altri preziosi oggetti e opere d’arte delle quali citiamo il famoso lampadario etrusco, con decorazioni a sbalzo, risalente al V secolo a.C.

Palazzi civili

Fra i palazzi medievali e rinascimentali citiamo il Palazzo Civico (XIII secolo) con la torre del XVI secolo; il Palazzo Pretorio, con la facciata rinascimentale, sede del Museo dell’Accademia Etrusca, con opere egizie, etrusche e romane, una pinacoteca con quadri del Pinturicchio e di Luca Signorelli e una preziosa biblioteca, ricca di 22.000 volumi e più di mille pergamene; il Palazzo Fieri-Petrella del XV secolo; il Palazzo Ferretti del XVIII secolo; il rinascimentale Palazzo Mancini-Sernini (detto Il Cristofanello); la rinascimentale Villa Passerini (detta Il Palazzone); la Fortezza Medicea, posta in posizione dominante sulla cima del colle.

Edifici sacri

La Chiesa di S. Agostino (fine ‘200); la Chiesa di S. Domenico (XV secolo); la Chiesa di S. Francesco, iniziata da frate Elia nel 1245 con elementi romano-gotici; l’Abbazia di Farneta, con struttura preromanica; la romanica Chiesa di S. Angelo; la Basilica Santuario di S. Margherita, fondata dalla Santa nel XIII secolo e completamente rifatta nel XIX secolo (vi si conserva la tomba della Santa costruita nel 1362); la Chiesa di S. Maria delle Grazie al Calcinaio, di Francesco di Giorgio Martini  (iniziata nel 1485); la rinascimentale Chiesa di Santa Maria Nuova; il Duomo, iniziato nel secolo XI e rifatto nel XVI secolo (con campanile del 1556); la Chiesa di S. Niccolò (XV secolo), con prezioso “gonfalone” opera del Signorelli; la Chiesa del Gesù, sede del Museo Diocesano dove sono conservati importanti quadri, tra i quali citiamo la famosissima Annunciazione del Beato Angelico.
Per un approfondimento vi consigliamo di rivolgervi all’Azienda di Turismo posta in Via Nazionale 42.

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