Le Citta' Toscane
TOUR A LUCCA CON ACCOMPAGNATORE TURISTICO - VISITE GUIDATE A LUCCA- SERVIZIO INCOMING PER CROCIERISTI
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LE CITTA' DELLA TOSCANA : LUCCA
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Duomo di San Martino
Il territorio di Lucca, abitato sin dalla preistoria, fu conquistato dagli etruschi e fu colonia latina nel 180. È probabile che fosse sede di vescovado già dal IV secolo. Con i Longobardi Lucca fu capoluogo della Tuscia; nella lotta tra papato e impero Lucca fu sempre schierata con quest'ultimo ricevendone incompenso numerosi benefici. Lucca divenne libero Comune nel 1162. Già nel XII secolo iniziarono le lotte con Pisa, che si ripeteranno nel XIII e nel XIV secolo.Sempre nel XIV secolo Lucca ebbe i primi contrasti con Firenze, che si ripeteranno continuamente per secoli.
Lucca mantenne la propria autonomia e indipendenza per molti secoli ed arrivò ad ottenere la dignità di principato nel 1805 con Felice Baciocchi ed Elisa Bonaparte. Nel 1847, il 4 ottobre, Carlo Ludovico di Borbone, con il trattato di cessione anticipata alla Toscana, segnò la fine dell'indipendenza di Lucca. La città e la sua provincia sono oggi sede di industrie alimentari, tessili e cartarie, ma il ruolo di maggiore importanza è ricoperto dalle attività commerciali legate anche a quelle agricole della provincia. Un ruolo importantissimo è quello del turismo balneare della Versilia che attira migliaia di turisti tutte le estati.
Dalla presenza dei romani a Lucca, che ebbe inizio dal 180 a.c. la città si è trasformata da castrum a Municipio, con il diritto di battere moneta, resta tra le poche vestigia ancora visibile, questa originale piazza che recupera la sua antica origine di anfiteatro.
Esso fu costruito all'inizio del secondo secolo d.c. fuori dalle mura urbane, è capace di contenere fino a 1.000 spettatori, questo luogo aveva due tipi di arcate ornati di marmi e colonne.

Durante l'assedio Bizantino, fu trasformato in fortezza e privato dei marmi e delle colonne che lo rendevano prezioso, in epoca medievale l'anfiteatro si trasformò in una serie di abitazioni e l'arena si frazionò per ricavare tanti piccoli orti per usi domestici.
Nei secoli seguenti questa struttura si trasformò in carcere e in deposito del sale e nei primi dell'Ottocento i pubblici macelli. Carlo Ludovico commissionò al celebre architetto Lorenzo Nottolini il recupero della piazza anfiteatro che tuttora mantiene, caratterizzato dall'ellisse perfetto, dalle quattro porte e da quell'ampia piazza.
Il 27 aprile nel giorno di S. Zita, la piazza anfiteatro si trasforma in un mercato ortofrutticolo, inoltre a esso viene allestito anche il mercato dei fiori e nel periodo natalizio un mercato di prodotti tipici e artigianali mentre, ogni tanto si trasforma in teatro musicale di fama internazionale.



Casa Puccini - Piazza Cittadella

Intorno al 1815 dopo la morte di Domenico pregevole operista, la famiglia Puccini si trasferisce in corte S.Lorenzo per volere della vedova Angela Cerù.il 22 dicembre del 1858 in quella casa nacque l'ultimo discendente di una grande dinastia di musicisti Giacomo Puccini.
La dinastia dei Puccini cominciò nel 1712 con il primo musicista Giacomo Senior.
Nella casa vive la gran parte della famiglia composta da Michele Puccini e Albina Magi, i genitori di Giacomo, la nonna Angela, le sorelle Otilia, Tomaide, Maria Fitteti e la domestica Iginia; al resto della famiglia in futuro si aggiungeranno Ramelde e Macrina che saranno divisi da Giacomo alla morte del padre e fino al suo trasferimento a Milano per proseguire gli studi, con il fratello Michele.
La casa in cui viveva la numerosa famiglia Puccini era arredata con dei mobili molto originali, preziosi frammenti della vita del più grande musicista della storia che ha lasciato al mondo pagine di un melodramma indimenticabile.
In questa grande casa rimangono i ricordi di momenti indimenticabili della carriera di Giacomo Puccini: composizioni della storia come il Capriccio Sinfonico o la Messa a quattro voci, lettere scritte e ricevute dai familiari, il pianoforte da dove diede vita, nella villa di Viareggio al capolavoro incompiuto di Turandot, che rispecchia in quelle stanze anche attraverso un costume tratto dal disegno di Brunelleschi per la prima al Metropolitan di New York del 1926 e regalato alla Fondazione Puccini dalla cantante Maria Jeritza.
Ma la cosa che colpisce di più, sono gli ultimi fogli lasciati, che raccontano i giorni che precedono la sua morte del 29 novembre del 1924: nel suo letto di Bruxelles operato alla gola non può che scrivere poiché la voce non poteva esprimere ciò.
Tra i quadri, possiamo citare i ritratti di Giacomo senior e della moglie Angela eseguiti da Giovani Domenico Lombardi, lo stemma di famiglia di cui Giacomo era molto geloso e un suo ritratto opera di Leonetto Cappiello.
Nella piazza ai confini della casa l'unico monumento dedicato al grande compositore è l'opera dello scultore Vito Tongiani realizzato nel 1994.


La Torre delle Ore
La Torre delle Ore
Nel 1390 il Consiglio Generale di Lucca decise di fare costruire un orologio chiamato "orologio bonum, sufficienter aptum et bene distinguentes tempus per horas" che venne messo nella torre dei Quartigiani o dei Diversi collocata nella Via Fillungo.
Nel 1490, la torre venne acquistata e divenne Torre Civica e all'orologio, venne messo un quadrante che rendeva visibile le ore, che precedentemente erano scandite dal tocco delle campane.
Col passare degli anni la tecnologia dell'orologio cambiò fino al 1752 quando l'Offizio sopra le Entrate della Repubblica Lucchese affidò al ginevrino Simon Louis il compito di costruire un nuovo meccanismo sostituibile al precedente.
Questo nuovo sistema fu realizzato con uno spartimento delle ore a scaletta collegato ad una ruota che regola il suono delle ore da una a sei, alla romana, sulla campana più grande e che i quarti comanda, due campane più piccole. Nel 1754 con la collaborazione di Sigismondo Caturegli orologiaio lucchese venne montato un nuovo quadrante su cui erano verniciate le dodici cifre romane le lancette nuove e anche le campane, che furono fuse dal fonditore lucchese Stefano Filippi.
Recentemente la torre è stata restaurata dall'Amministratore Comunale e considerata la torre più alta della città: si può vedere dalla sommità dopo aver salito i duecentosette gradini della scala in legno ancora in ottime condizioni; arrivati alla sommità della torre è possibile vedere il paesaggio che si affaccia sulla piana lucchese, mentre si può vedere il meccanismo dell'orologio a carica manuale, uno dei più interessanti ancora funzionanti in Europa.



VILLE NEI DINTORNI DI LUCCA


Villa Mansi VILLA MANSI
Segromigno in Monte, Capannori (LU)- Fra le molte ville monumentali della Lucchesia, rappresenta maggiormente la cultura e la società dell’ antica e ricca Repubblica. I Mansi furono una della famiglie più conosciute in Europa già agli inizi del XVI secolo nel mercato dellaseta, operando a contatto con altre famiglie patrizie lucchesi tra cui i Buonvisi, gli Arnolfini e i Cenami. Furono proprio da quest’ ultimi che i Mansi acquistarono la villa nel XVII secolo. L’ edificio originario fu costruito nella seconda metà del XVI secolo ma solo alla fine del secolo successivo si ebbe la prima fase di interventi sul palazzo ad opera dell’ architetto Muzio Oddi, conosciuto per le fortificazioni cittadine, che ingrandì ed abbellì l’edificio. La facciata a doppio ordine con portico colonnato in stile cinquecentesco, è ancora presente nelle sue linee fondamentali, così come la marcata bicromica degli elementi compositivi.Quando la villa passò ai Mansi nel XVIII secolo, venne ristrutturata soprattutto nei giardini per opera prima dell’ architetto Filippo Juvarra e poi dell’architetto lucchese Abate Giusti. La diversificata realizzazione dei giardini ricchi di prospettive, fontane e giochi d’acqua in stile barocco si deve all' estro del Juvarra che fu il più famoso ideatore di scenografie teatrali della prima metà del Settecento italiano. Fra i numerosi affreschi che decorano l’ interno della villa, il salone centrale é il più interessante poichè contiene l'opera del lucchese Stefano Tofanelli, pittore neoclassico preferito da Elisa Baciocchi, principessa di Lucca e sorella di Napoleone Bonaparte. Questi dipinse le due grandi tele laterali con le gesta di Apollo con le storie del giudizio di Mida e della morte di Marsia e, nel soffitto, il trionfo del dio. La villa grazie alla bellezza dei giardini e allo splendore architettonico, ospitò sovrani e ambasciatori provenenti da vari stati dell’ impero.Tuttoggi la villa, forte del proprio prestigio, continua ad ospitare nei suoi fastosi saloni piacevoli convivi.


http://www.cultura.toscana.it/architetture/giardini/images/pop_08-villa_torrigiani.jpg VILLA TORRIGIANI
Località Camigliano (Capannori) - La villa Torrigiani a Camigliano, già Santini, fu realizzata nel XVI secolo seguendo il modello architettonico della villa Buonvisi, poi Bottini.L'interno decorato con dipinti del pittore fiorentino Vincenzo Dandini,secondo testimonianza settecentesche, racchiudeva unafornitissima libreria e unaseri di opere d'arte e "diversi reperti naturali" collezionati dal cavalier Santini. Lo splendido parco,elaborato sui più raffinati modelli francesi, venne trasformato in giardino "all'inglese"nei primi anni dell'800.








  http://www.cultura.toscana.it/architetture/giardini/images/pop_23-villa_marlia.jpg
VILLA REALE DI MARLIA
Località Marlia (Lucca) - La villa, già Orsetti, fu acquistata dalla principessa Elisa Baciocchi, sorella di Napoleone nel 1806. La signora volle ampliare e trasformare la struttura e a tale scopo interpellò l'architetto francese Théodhore Bienaimé. La villa comprendeva anche due slendidi esempi di cultura neoclassica :un osservatorio astronomico, noto come la Specola, e di un grande parco "all'inglese" arricchito con sculture e pitture. 


 




villa GrabauVILLA GRABAU
Villa Grabau si trova in località San Pancrazio presso Lucca.La villa, risalente al XVI secolo, dal 1610 fu di proprietà dei Diodati ed in seguito appartenne ai Gualanducci, agli Orsetti, fino a quando nell'Ottocento fu acquistata da Carlo Ludovico Schwartze, che la lasciò in eredità alla moglie Carolina von Grabau prozia degli attuali proprietari.
Alla villa, che rispecchia la tipologia classica delle aristocratiche residenze lucchesi, si accede attraverso un viale, fiancheggiato da alte siepi di lecci potate geometricamente, che, in prossimità della villa, si divide costeggiando un ampia zona a prato di forma ovale. Il giardino sul retro della casa, posto ad un livello superiore, è introdotto da un muro di contenimento riccamente decorato da mosaici, da quattro fontane a muro con al centro mascheroni e sormontato da una raffinata balaustra. L'accesso avviene attraverso un cancello ai cui lati vigilano due cani in pietra.

Il giardino è composto da due grandi aiuole ovali, ornate da vasi di limoni, e da un alta siepe curvilinea di lecci, posta nella parte terminale, che definisce uno spazio ad anfiteatro al cui centro si colloca una grande vasca circolare con zampillo. Statue di figure femminili introducono a passaggi aperti nella siepe, che conducono al selvatico in cui si dipanano vialetti tortuosi, arredati con panchine, un tavolo in pietra e sculture, tra le quali spicca una tartaruga con grifo, originariamente posta al centro della vasca circolare.
VIlla Grabau a San Pancrazio Due annessi di pregevole valore sono posti ai lati del selvatico, ad est si trova una serra riscaldata con stufe e ad ovest una limonaia caratterizzata da aperture ovali bugnate. Con la ristrutturazione ottocentesca dello Schwartze sono andati perduti i giardini terrazzati posti davanti alla facciata principale, mentre non ha alterato quello a nord e il grazioso teatro di verzura, realizzato con siepi di bosso potato, posto di fianco alle scuderie. La zona ovest è stata quella maggiormente interessata dalle trasformazioni ottocentesche, che si sono concretizzate nella realizzazione di aree boscate con esemplari di sequoie, liriodendri, cipressi, ed altre essenze secondo il nuovo interesse al collezionismo botanico collegato alla diffusione dei trattati specialistici.

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