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LE CITTA' DELLA TOSCANA : PISTOIA
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Pistoia
Pistoia fu fondata nel II secolo a.C. per appoggiare le truppe romane in lotta contro i Liguri. Divenne subito un oppidum di Roma. La città è menzionata anche da Sallustio, che riporta la battaglia del 62 d.C. in cui perse la vita Catilina. In epoca recente è stata elevata a provincia nel 1927 da Benito Mussolini. Alcune famiglie Nobili che hanno governato Pistoia dal medioevo sino ai primi del millenovecento sono riuscite con la loro lungimiranza a farne un centro illuminato e importante politicamente: ricorderemo in primis i Cancellieri, i Panciatichi, i Rospigliosi, i Manni, i Tolomei, i Sozzifanti, i Gatteschi, gli Scarfantoni, i Cellesi ed altre.

Durante i tempi del Granducato Mediceo Pistoia era un importante nodo politico ed anche culturalmente sorsero dei circoli o Accademie; la più importante fu l' Accademia dei Risvegliati fondata da Monsignor Felice Cancellieri e dal nobile Federigo Manni dove si recitavano poemi, poesie e prose e si faceva musica. Le riunioni avvenivano per lo più nei salotti delle case nobiliari ed erano a loro esclusivo uso e divertimento. Alla fine del XVII secolo fu costruito un teatro dove ebbe sede l'accademia sino alla sua estinzione avvenuta nel secolo scorso. Ne fecero parte numerosi esponenti della nobiltà locale tra cui Felice Cancellieri, Roberto Rospigliosi, Vincenzo Manni, Annibale Bracciolini, Domenico Manni ed altri.

Il vivaismo professionale è la più importante attività economica cittadina e vanta una tradizione che parte dal 1859. Oggi Pistoia vanta circa duemila aziende[1][2] che coltivano piante da esterni per la grande distribuzione, per il verde pubblico, per giardini privati, per il paesaggio e per altri fini ornamentali. La maggior parte delle vendite è dovuta alle esportazioni in Europa anche se sono numerose le richieste in Italia e in molti paesi extraeuropei. Le aziende floro-vivaistiche sono in gran parte a conduzione familiare, nel loro complesso rappresentano circa il 25% dell'intera produzione di piante ornamentali in Italia.


La Cattedrale di San Zeno
La Piazza Grande
la Cattedrale di San Zeno,  che custodisce al suo interno l'altare argenteo di San Jacopo, presenta una facciata in stile romanico sul modello di altre chiese presenti nella città costruite alla stessa epoca (San Bartolomeo e Sant'Andrea). Sulle due estremità della cuspide della facciata sono poste le due statue marmoree dei Santi patroni, San Zeno e San Jacopo.L'edificio, con campanile e battistero ha interno a tre navate con presbiterio rialzato e cripta, ed è stato costruito probabilmente nel X secolo. Nel corso del tempo ha subìto diversi rimaneggiamenti ed è stato riportato alle forme primitive da un restauro avvenuto tra il 1952 e il 1966, completato nel 1999.
la torre del campanile, costruito su di un'antica torre di origine longobarda, in stile romanico; è diviso in tre ordini di loggette e provvisto di cella campanaria con tanto di cuspide che a causa di terremoti che flagellarono la città in epoca tardo-medievale venne rifatta più volte. Raggiunge un'altezza totale di 67 metri.


Il Battistero di San Giovanni in corte
La Pieve di S. Maria

il Battistero di San Giovanni in corte, in stile gotico, con decorazioni in marmi bianco-verdi di Prato.
si trova nella piazza del Duomo, di fronte alla Cattedrale, nello spazio dell'antica curtis regia. La sua ricostruzione nelle forme odierne a base ottagonale fu cominciata a partire dal 1301.
La sua ricostruzione nelle forme odierne a base ottagonale fu cominciata a partire dal 1301. Un apporto progettuale di Nicola Pisano risulta del tutto ipotetico mentre è ricca la testimonianza sui lavori di cantiere svolti fino al 1366. Il restauro del 1975 ha messo in luce nel fonte battesimale il nome dello scultore Lanfranco da Como.

Il Palazzo dei Vescovi composto da loggiato, al primo piano, in stile gotico e restaurato nel 1981. I sotteranei sono arricchiti da un importante percorso archeologico con scavi in sito di una stele etrusca di tipo fiesolano, una fornace romana e di tratti di mura dell'antica Pistoriae. Da non molti anni è aperto al pubblico ed è un raro esempio di museo dello scavo stratigrafico.

il Palazzo Pretorio o del tribunale anch'esso in stile gotico (ha perso negli interni parte del suo stile a causa dei lavori di ampliamento condotti nell'ottocento). È famoso per il suo cortile interno con gli stemmi dei magistrati.

il Palazzo di Giano o del Comune, con una bella facciata ornata di bifore e trifore.

l'ex chiesa di Santa Maria Cavaliera.

la altomedioevale torre di Catilina, alta 30 metri.

Al di fuori della piazza ma sempre nel centro storico cittadino sono presenti altri monumentei di rilevante interesse artistico quali:

la chiesa di San Giovanni Fuorcivitas, con un'ampia decorazione in marmi bianchi e verdi.

La Chiesa di San Giovanni Evangelista, detta San Giovanni Fuorcivitas è un importante complesso romanico

L'appellativo Fuorcivitas (come altri appellativi quali, Forisportam, extra Moenia, etc.), è usuale per chiese che all'epoca della loro costruzione si trovavano al di fuori delle mura urbiche.

Nel caso di Pistoia la chiesa si trovava direttamente al di fuori della prima cerchia di mura cittadine. Dopo la conversione dei Longobardi al Cattolicesimo fu avviata la costruzione di un gruppo di Chiese dedicate agli Apostoli che circondassero la città.

 

la chiesa di San Pier Maggiore, non più officiata.

la chiesa di San Bartolomeo in Pantano, con un antico e celebre pergamo all'interno di Guido da Como.

la chiesa di San Michele in Cioncio.

la chiesa di Sant'Andrea. All'interno il celebre pulpito del Pisano.

la chiesa di San Biagio (Pistoia) alias di Santa Maria in Borgo Strada: Attualmente rientra nella Parrocchia dello Spito Santo ed è in disuso, ancorché di proprietà della Curia.

All'interno vi sono molti affreschi di epoca seicentesca, in parte ricoperti da strati di pitture posteriori e presenta ai lati degli altari gli stemmi scolpiti in pietra della nobile famiglia dei conti Manni che ne aveva il diritto di juspatronato. Vi sono inoltre due sepolcreti in pietra seicenteschi fatti costruire dall'allora Rettore Padre Matteo Manni. Le tele che la famiglia Manni aveva commissionato, tra cui l' Annunciazione del Nasini, furono rimosse anni addietro per paura di furti e adesso si trovano nella Chiesa dello Spirito Santo.

 

stile rinascimentale:

la Basilica della Madonna dell'Umiltà coronata con una cupola ottagonale opera di Giorgio Vasari, alta 59 metri.

la chiesa di Santa Maria delle Grazie, o del Letto, situata in Piazza San Lorenzo.

la chiesa di San Giovanni Battista, ricostruita negli anni cinquanta dopo essere stata danneggiata gravemente durante la seconda guerra mondiale.

 

In stile barocco:

la chiesa della Santissima Annunziata famosa anche per il Chiostro dei Morti, ricco di lunette istoriate riportate alla luce dopo un recente restauro.

la chiesa dello Spirito Santo.

la chiesa del Carmine, recentemente restaurata.

Importanti sono poi:

 

la Piazza della Sala, dove si svolge da secoli il mercato degli ortaggi, con al centro, in marmo, il pozzo detto "del Leoncino", danneggiato nella seconda guerra mondiale e reintrodotto nella piazza nel 1989.

l'Ospedale del Ceppo, con il museo dei ferri chirurgici, la saletta anatomica e il famoso robbiano fregio delle sette opere di misericordia.

il Palazzo Panciatichi, o del Baly, con originali finestre a crociera.

il Palazzo Fioravanti

il Palazzo Manni in via dello Spedale (oggi via Filippo Pacini).

il Palazzo Tolomei.

il Palazzo Rospigliosi.

il Palazzo Ganucci Cancellieri.

il Palazzo de Rossi.

il Palazzo Amati (poi Amati Cellesi).

 

 Le mura

La città è circondata inoltre da mura trecentesche che in origine includevano quattro porte di accesso: Porta al Borgo, Porta San Marco, Porta Carratica e Porta Lucchese; purtroppo di esse non rimane traccia in quanto demolite nei primi anni del Novecento.

Di rilievo anche la Fortezza medicea di Santa Barbara, costruita nel Cinquecento dai Fiorentini.

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